
Mercoledì 15 luglio 2026, alle ore 17:30, il palco centrale di Piazza Carli ad Asiago accoglie uno degli appuntamenti più prestigiosi della rassegna letteraria Aperitivo con l’Autore by Brazzale: l’incontro con i cinque finalisti del 64° Premio Campiello, uno dei più importanti riconoscimenti letterari italiani, assegnato ogni anno a un’opera di narrativa italiana pubblicata nei dodici mesi precedenti.
Il Campiello, fondato nel 1962 su iniziativa degli Industriali del Veneto, si distingue per la sua formula unica tra i grandi premi letterari italiani: una giuria tecnica seleziona la cinquina finalista, mentre a decretare il vincitore assoluto è una giuria popolare composta da 300 lettori estratti a sorte, unendo così così il rigore della critica al giudizio del pubblico.
I cinque autori in gara per la vittoria finale, che verrà decretata a settembre a Venezia, sono:
- Marcello Fois, autore di L'immensa distrazione (Einaudi);
- Ermanno Cavazzoni, autore di Storia di un'amicizia (Quodlibet);
- Elena Varvello, autrice di La vita sempre (Guanda);
- Valeria Parrella, autrice di La ragazzina (Feltrinelli);
- Alcide Pierantozzi, autore di Lo sbilico (Einaudi).
L'incontro permetterà di ascoltare dalla viva voce degli scrittori il racconto delle opere finaliste, dei temi che le attraversano e dei percorsi creativi che hanno dato origine ai romanzi candidati al prestigioso premio. Un'occasione preziosa per approfondire alcune delle voci più interessanti della narrativa contemporanea italiana e per confrontarsi con autori capaci di interpretare il presente attraverso sensibilità, linguaggi e prospettive differenti.
Da anni il tour del Premio Campiello rappresenta un importante momento di incontro tra scrittori e lettori, portando nelle piazze e nei luoghi della cultura i protagonisti della cinquina finalista prima della proclamazione del vincitore.
La tappa di Asiago si inserisce nel ricco calendario estivo degli appuntamenti culturali dell'Altopiano e offrirà agli appassionati di letteratura l'opportunità di vivere un pomeriggio all'insegna del dialogo, della lettura e dell'approfondimento.
L’ingresso all’evento è gratuito, fino a esaurimento posti.
In caso di maltempo, l'incontro si terrà presso il Palazzo del Turismo Millepini.
Per aggiornamenti e informazioni è possibile contattare la libreria attraverso gli appositi pulsanti presenti a fondo pagina.

Il libro: “L'immensa distrazione” (Einaudi) di Marcello Fois è una potente saga familiare che attraversa il Novecento italiano intrecciando memoria, ambizione, segreti e senso di colpa.
Il romanzo si apre con un'idea narrativa originale e sorprendente: il protagonista, Ettore Manfredini, novantacinquenne imprenditore emiliano, prende coscienza della propria vita nell'istante stesso della morte. Nei pochi secondi che separano l'arresto del cuore dalla definitiva cessazione dell'attività cerebrale, l'uomo ripercorre la propria esistenza e quella della sua famiglia con una lucidità mai raggiunta prima.
Da quella prospettiva unica emerge la storia di un'intera dinastia, costruita attorno al successo economico ma segnata da una colpa originaria che affonda le proprie radici negli anni delle leggi razziali. Attraverso ricordi, segreti e verità a lungo taciute, Fois racconta il rapporto tra responsabilità individuale e Storia collettiva, mostrando come le scelte di una generazione possano continuare a influenzare quelle successive.
Con una scrittura intensa e raffinata, l'autore riflette sul significato della memoria, sul peso delle omissioni e sulla fragilità dell'esistenza umana. Ne nasce un romanzo di grande respiro, capace di unire la dimensione privata di una famiglia alla complessità della storia italiana del secolo scorso.
L'autore: Marcello Fois (nato in Nuoro, Sardegna, 1960) vive e lavora a Bologna. È autore di numerosi romanzi, tra cui Nel tempo di mezzo (vincitore del Premio Strega 2012), Luce perfetta, Quasi Grazia, Del dirsi addio, Pietro e Paolo, Dove ci porta Cuore, e tre libri in versi.

Il libro: “Storia di un'amicizia” (ed. Quodlibet) di Ermanno Cavazzoni è un libro che racconta il profondo legame umano e intellettuale tra l'autore e lo scrittore Gianni Celati, una delle figure più originali e influenti della letteratura italiana contemporanea.
Lontano dalle forme tradizionali della biografia o del saggio letterario, il volume si sviluppa come un racconto personale, costruito attraverso ricordi, incontri, conversazioni e avventure condivise nel corso di decenni. Cavazzoni ripercorre episodi spesso surreali e divertenti, dalle lunghe passeggiate alle discussioni nelle osterie bolognesi, fino ai progetti più improbabili e visionari immaginati insieme, restituendo il ritratto di un'amicizia fondata sulla libertà di pensiero, sulla curiosità e sull'ironia.
Pagina dopo pagina emerge la figura di Gianni Celati, osservata non attraverso l'immagine pubblica dello scrittore, ma attraverso lo sguardo affettuoso di un amico che ne racconta abitudini, eccentricità, intuizioni e passioni. Ne nasce il ritratto di una stagione culturale irripetibile, vissuta ai margini delle convenzioni e lontana dalle logiche del successo e del potere.
Con il suo stile ironico, imprevedibile e ricco di umanità, Cavazzoni firma un'opera che parla di letteratura, ma soprattutto di amicizia, memoria e libertà. Un libro che celebra il valore degli incontri capaci di cambiare una vita e che restituisce al lettore il fascino di un mondo intellettuale vissuto con leggerezza, autenticità e spirito d'avventura.
L'autore: Ermanno Cavazzoni è uno stimato scrittore, accademico e sceneggiatore italiano, noto per la sua narrativa surreale, comica e paradossale, concentrata su figure bizzarre ed eccentriche. Nato a Reggio Emilia nel 1947, vive a Bologna, città dove ha insegnato a lungo Estetica, Poetica e Retorica presso l'Università degli Studi.
La produzione letteraria di Cavazzoni si snoda attraverso romanzi e raccolte di racconti pubblicati con importanti case editrici italiane come Quodlibet, La Nave di Teseo, Guanda e Feltrinelli: Il poema dei lunatici (1987), Vite brevi di idioti (1997), Gli scrittori inutili (2002), La galassia dei dementi (2018), Manualetto per la prossima vita (2024), Storia di un'amicizia (2026).
Il nome di Ermanno Cavazzoni è indissolubilmente legato alla storia del cinema italiano. Dal suo primo romanzo Il poema dei lunatici, infatti, il celebre regista Federico Fellini ha tratto l'ispirazione per il suo ultimo film, La voce della luna (1990). Cavazzoni ha collaborato attivamente alla stesura del soggetto e della sceneggiatura della pellicola, che vede come protagonisti Roberto Benigni e Paolo Villaggio.

Il libro: “La vita sempre” (ed. Guanda) di Elena Varvello è un romanzo che intreccia memoria familiare, storia collettiva e destini individuali sullo sfondo dell'Italia tra le due guerre.
Ambientata ad Alba, la narrazione segue le vicende di Teresa e Francesco, due giovani provenienti da mondi molto diversi. Lei nasce nel 1918 in un contesto povero e faticoso, figlia di una sarta e di un padre mutilato dalla guerra, ma cresce con determinazione fino a conquistare il diploma e il sogno di diventare maestra. Lui, nato nel 1914 in una famiglia benestante di macellai, è affascinante, inquieto e incapace di accettare fino in fondo le responsabilità che la vita gli pone davanti.
Attorno a loro si muove un'umanità fragile e resistente, fatta di vite apparentemente minori ma travolte dai grandi eventi del Novecento: il fascismo, la violenza politica, le persecuzioni, la guerra. Personaggi come Clelia, segnata dall'uccisione del padre comunista, e Daniele, perseguitato perché ebreo, restituiscono il clima di un'epoca in cui la storia entra nelle case e cambia per sempre il destino delle persone.
Con una scrittura poetica e precisa, Elena Varvello racconta la forza della memoria e l'ostinazione della vita nel resistere anche dentro i momenti più bui. Ne nasce un romanzo intimo e corale, capace di trasformare il ricordo privato in una riflessione universale sull'amore, sulla dignità e sulla capacità di continuare a vivere nonostante tutto.
L'autrice: Elena Varvello, nata a Torino nel 1971, è scrittrice, poetessa e docente alla Scuola Holden di Torino. Dopo gli esordi in poesia, si è affermata nella narrativa con la raccolta “L'economia delle cose”, vincitrice del Premio Bagutta Opera prima e del Premio Settembrini. Tra le sue opere figurano “La luce perfetta del giorno”, “La vita felice” e “Solo un ragazzo”. Con “La vita sempre” (Guanda) conferma una scrittura intensa e sensibile, capace di unire memoria personale, profondità emotiva e sguardo sulla storia.

Il libro: “La ragazzina” (ed. Feltrinelli) di Valeria Parrella è un romanzo che rilegge in chiave contemporanea la figura di Giovanna d'Arco, restituendole la forza viva e inquieta di una giovane donna capace di sfidare il proprio tempo.
La protagonista non è raccontata come un'icona distante, ma come una ragazza determinata, visionaria e indomabile, che ascolta le voci dei santi e intraprende una missione destinata a cambiare la storia: riportare il Delfino Carlo VII sul trono di Francia. Nel gesto di tagliarsi le trecce e indossare abiti maschili, Giovanna afferma con radicalità il proprio diritto ad agire, scegliere e occupare uno spazio che la società del suo tempo le avrebbe negato.
Parrella costruisce così un dialogo potente tra passato e presente. La "ragazzina" del titolo diventa il simbolo di tutte le giovani donne la cui voce viene sminuita, controllata o ridotta al silenzio da strutture di potere maschili. Con uno stile che richiama fiaba, poema cavalleresco e racconto storico, l'autrice trasforma la vicenda di Giovanna d'Arco in una riflessione attuale sulla libertà, sul coraggio e sulla possibilità di disobbedire ai ruoli imposti.
L'autrice: Valeria Parrella, nata a Torre del Greco nel 1974, è una delle voci più autorevoli e originali della narrativa italiana contemporanea. Scrittrice, drammaturga e giornalista, vive e lavora a Napoli, città che attraversa spesso le sue opere e il suo sguardo sul mondo.
Laureata in Lettere classiche e interprete della Lingua Italiana dei Segni (LIS), ha esordito con la raccolta di racconti “Mosca più balena”, vincitrice del Premio Campiello Opera Prima. Nel corso della sua carriera ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti che hanno ottenuto importanti riconoscimenti di critica e pubblico, tra cui “Lo spazio bianco”, da cui è stato tratto l'omonimo film, “Almarina”, finalista al Premio Strega, e “La Fortuna”, vincitore del Premio Mondello. Con “La ragazzina” (ed. Feltrinelli) propone una rilettura originale della figura di Giovanna d'Arco, trasformandola in un simbolo universale di coraggio, libertà e autodeterminazione femminile.
Accanto all'attività narrativa, Parrella è autrice teatrale e collaboratrice di numerose testate giornalistiche nazionali. Le sue opere affrontano spesso temi legati all'identità, alla condizione femminile, alla giustizia sociale e al rapporto tra individuo e società, sempre attraverso una scrittura intensa, elegante e profondamente umana.

Il libro: “Lo sbilico” (ed. Einaudi) di Alcide Pierantozzi è un romanzo autobiografico intenso e radicale che affronta il tema della malattia mentale attraverso una scrittura coraggiosa, lucida e profondamente personale.
Il titolo richiama una condizione di equilibrio precario, una linea sottile su cui si muove la mente quando il disagio psichico diventa esperienza quotidiana. Nel libro, l'autore racconta la convivenza con il disturbo bipolare e l'autismo, intrecciando memoria, cartelle cliniche, farmaci, ricoveri e frammenti di vita in un'opera che sfuma consapevolmente il confine tra testimonianza, autofiction e letteratura.
La scrittura diventa così uno strumento di resistenza, quasi un argine contro il caos interiore: una lingua viscerale e ricercata, capace di dare forma all'alienazione, alla solitudine e alla fragilità della mente smarrita. Ne nasce un libro potente, talvolta duro, ma necessario, che porta il lettore dentro una dimensione spesso taciuta o semplificata, restituendole complessità, dignità e voce.
Già vincitore del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo e finalista anche al Premio Strega, “Lo sbilico” si impone come una delle opere più forti e discusse della stagione letteraria, capace di trasformare il dolore individuale in materia narrativa di grande intensità.
L'autore: Alcide Pierantozzi, nato a San Benedetto del Tronto nel 1985 e cresciuto in Abruzzo, è scrittore, saggista e sceneggiatore. Dopo gli studi in filosofia teoretica all'Università Cattolica di Milano, ha esordito giovanissimo con “Uno in diviso”, pubblicato quando aveva 21 anni. Tra i suoi libri figurano anche “L'uomo e il suo amore”, “Ivan il terribile”, “Tutte le strade portano a noi” e “L'inconveniente di essere amati”. Con “Lo sbilico” firma la sua opera più personale e dirompente, confermando una scrittura intensa, affilata e capace di indagare senza filtri le zone più fragili dell'esperienza umana.
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