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Artemusica Cultura - Concerto del pianista Francesco Pulga

giovedi 28/12/2017 alle 21:00
CONCERTI
12 28 francesco pulga

Musiche di Haydn, Liszt, Prokofiev, Schönberg

Il tradizionale concerto natalizio proposto dall'associazione Artemusica Cultura, avrà come protagonista il pianista Francesco Pulga, che presenterà brani di Haydn, Liszt, Prokofiev, Schönberg.  Gli appassionati saranno quindi invitati ad un viaggio tra celebri pagine della musica per pianoforte solista, percorrendo sonorità e stili musicali che attraversano due secoli di storia.
Il concerto si terrà in Sala Consiliare a Canove,  giovedì 28 dicembre alle ore 21,00,  sarà seguito da un piccolo rinfresco e l'ingresso, come sempre, sarà gratuito.

FRANCESCO PULGA si è laureato, con il massimo dei voti al Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza, nel febbraio 2009 , sotto la guida del M°  Riccardo Zadra.

Nel 2013 si è laureato con distinzione al Conservatorio Reale di Bruxelles sotto la guida del M° Boyan Vodenitcharov, concludendo il Master in Pianoforte.

Dal 2015 frequenta un Master strumentale e pedagogico con il M° Jacques Ammon all’ Hochschule für Musik und Theater di Lipsia.

Nel corso degli anni ha affinato la sua preparazione frequentando numerosi Corsi e Seminari di perfezionamento, tra i quali si segnalano quelli tenuti dai Maestri Aldo Ciccolini, Bruno Canino, Joaquin Achucarro , Eulalia Solè e Benedetto Lupo.

Ha tenuto numerosi recitals in Italia, Belgio e Germania, sia come solista che in formazioni di musica da camera, riscuotendo vivo apprezzamento da parte della critica e del pubblico.

Dal 2012 è direttore artistico dell’Associazione Artemusica Cultura di Roana.

Dal 2014 tiene con una collega, a Roana, un Campus estivo di pianoforte, in cui l'idea di insegnamento viene allargata includendo lezioni di musica da camera, teatro, consapevolezza corporea, improvvisazione e composizione al fine di sviluppare la creatività e di esplorare aspetti della vita di ogni giovane musicista, spesso trascurati nelle normali scuole di musica.

Da gennaio 2017 è docente di pianoforte alla “Scuola di musica Clara Schumann” di Lipsia e da agosto 2017 alla scuola “Neue Musik Leipzig”.

Da ottobre 2017 lavora come assistente artistico all’Hochschule für Musik und Theater di Lipsia.

NOTE SUL PROGRAMMA:

Le Variazioni in fa minore di Haydn appartengono all'ultimo periodo della produzione pianistica di questo compositore: composte a Vienna nel 1793, ne rivelano la consueta altissima qualità musicale. Sono caratterizzate da due temi di spiccata e ricercatissima espressività: il primo in fa minore, pensoso e dolce nello stesso tempo, con la sua cadenza di marcia; il secondo in fa maggiore ricco di ornamenti di gusto rococò. Ambedue i temi sono variati due volte, ubbidendo ad un elegante gioco di alternanza fra minore e maggiore. Il finale offre una sintesi degli elementi melodici precedenti, con una venatura drammatica e un vigore di stampo pre-beethoveniano.

La versione definitiva dei 12 Studi di esecuzione trascendentale che Liszt completò nel 1851, è il frutto di un lungo lavoro nato almeno venticinque anni prima, iniziato quindi da un Liszt appena sedicenne.  Lo Studio n. 11, Armonie della sera (Andantino) è uno tra i più poetici brani della collana. Vive di un'atmosfera intensa e misteriosa, con una meditativa introduzione su luminescenti risonanze, accordi timbricamente carichi di colori, eleganti arpeggi,  passando poi da un sentimento intimo alla trionfante conclusione, che pare irresistibile. Ma così non è, perché Liszt ha già preparato il "suo" finale: di colpo si attenua con un incantevole mormorio perpetuo al basso, che prosegue anche quando si trapassa di nuovo al primo tema più intimo, inanellante le sue volubili spire con mirabile dolcezza; sino a permutare nel canto armonioso di un arpa.

Nella inesausta volontà di sperimentazione di Schönberg, i Sei piccoli pezzi op. 19, del 1911, costituiscono un approdo peculiare. In questo caso Schönberg porta al limite estremo la tendenza a miniaturizzare la forma; i Sei piccoli pezzi sono davvero degli aforismi, il più lungo dei quali, il primo, non raggiunge il minuto e mezzo di durata, mentre il più breve, il quarto, non raggiunge i 30 secondi, seguendo una logica davvero visionaria. Il primo si svolge in un sussurrato pianissimo; il secondo si basa su una ripetizione incantatoria; il terzo su pronunciati contrasti; il quarto e il quinto si evolvono da situazioni cantabili verso altre regioni. L'ultimo è forse un omaggio alla memoria di Gustav Mahler, scomparso poche settimane prima, e tende alla smaterializzazione del suono, al silenzio.


La Sonata per pianoforte n. 4 in do minore di Sergej Prokofiev, fu eseguita per la prima volta a San Pietroburgo nel 1918, dove il compositore trascorse gli anni della guerra e della rivoluzione.
La vena inesauribile del compositore aveva già prodotto,in quegli anni, una quantità di lavori che denotano piena maturità e gusto artistico personalissimo.
La Sonata n. 4 si sviluppa in tre movimenti: il primo ha un carattere unico, risultato di una curiosa combinazione di due tratti radicalmente diversi. Da un lato, alcune caratteristiche lo rendono neo-barocco, nella vena della stilizzazione delle danze barocche di Prokofiev.
D'altra parte, il linguaggio melodico e armonico del movimento, così come il suo uso evocativo dei registri del pianoforte, collega il primo movimento alla tradizione russa delle fiabe musicali, specialmente con la loro varietà oscura e spettrale.
Il secondo movimento è costruito su un drammatico conflitto tra il primo tema più cupo e cromatico e il secondo tema lirico e diatonico, che usa solo i tasti bianchi del piano.
Il terzo movimento è una geniale imitazione ironica dello stile classico, ma la struttura è molto più spessa e audace, costellata da salti e dissonanze, nel carattere proprio di questo compositore. La forma di questo movimento è la sonata-rondò, molto apprezzata dai compositori dell'era classica.

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