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Itinerari escursioni e passeggiate

Itinerario da Malga Larici a Porta Renzola

ESCURSIONI E PASSEGGIATE

Sentiero per Cima Portule Itinerari per escursioni e passeggiate: Da Malga Larici a Porta Renzola

CARATTERISTICHE DEL SENTIERO

Il tratto dalla Malga fino all'imbocco del sentiero con divieto di circolazione per il Portule è ben messo e mostra l'acciottolato ancora integro, come è tipico delle mulattiere militari austriache; dal divieto  fino all'incrocio CAI, il fondo è in ottimo stato; il sentierino per Porta Renzola è invece molto ripido, pieno di pietre, radici e scavato in alcuni punti dalle intemperie.

ITINERARIO: Malga Larici
 
Indicazioni tecniche
Grado di Difficoltà:
dalla malga all'incrocio Cai: facile
dall'incrocio Cai a Porta Renzola: molto impegnativo
Dislivello: 324 metri
Altitudine min: 1.625 m slm
Altitudine Max: 1.949 m slm
Lunghezza: 11,6 Km (Andata e ritorno)
Tempo di Percorrenza a piedi: 3h circa (andatura turistica)
Mezzi: a piedi

COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA

Dall'incrocio del Parco Millepini (che si trova all'ingresso di Asiago) si prende la provinciale 349 per Trento; la si percorre per 12 Km e al cartello che segna: Km 50, sulla destra si trovano e si seguono le indicazioni x Larici e Portule. La strada è tutta asfaltata e in buone condizioni. Lo sterrato inizia solo all'incrocio a destra verso Malga Larici di sotto, a inizio escursione.

DESCRIZIONE DELL'ITINERARIO DA MALGA LARICI A PORTA RENZOLA

Lasciata sulla destra la malga, si inizia a salire lungo lo sterrato, dall'ancora evidente impronta della perfetta ingegneria stradale austriaca: i bordi in pietra e il fondo in sasso ricoperto da ghiaino. Dopo 3 tornanti, si  raggiunge l'attacco del sentiero per il Portule, dove vige il divieto di transito. 

Superato questo segnale, un buon tratto di sentiero è pianeggiante, poi si inerpica leggermente nella semicurva con sovrastrada il capanno dei pastori (posto a mt.1768) per srotolarsi in falsopiano fino all'incrocio verso Porta Renzola, ben indicata dal cartello CAI bianco/rosso - sentiero 826.

Fin qui tutto bene, è “una passeggiata”, come si suol dire, ma da qui in avanti le cose cambiano, perchè il sentiero è stretto anche 20/30 cm fra le rive erbose e in alcuni punti molto ripido:  più adatto alle capre che agli umani! Ma è comunque sicuro per il transito. La tabella CAI indica 25 minuti per raggiungere l'obiettivo, ma pecca di ottimismo, perchè con un'andatura turistica - che richiede qualche pausa per tirare il fiato - ci vuole quasi un'ora. Trattasi della prosecuzione del sentiero CAI 826 per il Portule e, datosi che è una scorciatoia per cima Portule, solo presa da dietro, mantiene lo stesso numero identificativo.

Ma partiamo dall'incrocio: subito la salita si fa ripida e inizia a serpeggiare fra radici di abete rosso, bianco, larice e mugo a profusione. In alcuni punti le radici fanno da gradinata, in un affascinate intrico che riesce a trattenere il terreno su cui poggia il piede. Molti massi fanno da barriera ma anche da contenimento ed il mugo, diligentemente tagliato e segnalato dal CAI in punti pittoreschi, assolve pure esso il compito di tenuta del fondo. Si sale, si sale e solo alcuni grandi alberi, concedono una pausa di refrigerio dal solleone. Segnali del CAI (bianco/rosso) e di mulattiera militare (giallo) ovunque: impossibile sbagliare!

Qualche tratto in falsopiano fa rallentare il fiatone, ma in compenso espone ai raggi del sole... Alzando gli occhi si intravede finalmente la linea di demarcazione fra terra e cielo: Porta Renzola è vicina! Due metri sotto di essa è segnalata una deviazione CAI per i Larici, che viene ignorata, datosi che la Porta è ormai lì. Non poteva che chiamarsi così il luogo: una porta di accesso per il Trentino, per le Alpi, che indomite svettano infinite davanti allo sguardo. Il sito era punto di congiunzione per le teleferiche austriache per i rifornimenti di viveri, armi, soldati, durante la I Guerra Mondiale. Il basamento indenne: quasi un monumento alla memoria. “Per non dimenticare...

Sentiero per Portule

La discesa, dopo una pausa obbligata, è meno faticosa, ma altrettanto impegnativa: bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi! Mai come in questo caso è d'obbligo essere attrezzati di bastoncini e scarponcini da trekking con una buona grip, oltre che di bevande e zuccheri, soprattutto se il viandante proviene direttamente dalla pianura, con un dislivello di quasi 2000 mt a salire ed altrettanti a rientrare. La discesa consente di avere una perfetta visione del bel sentiero che porta a Bocchetta Portule, della Val Renzola, del maestoso Verena di fronte, fino ad intravedere la provinciale per Trento e perfino Malga Pusterle giù in basso. L'orizzonte subito di fronte, sopra Val Formica, è punteggiato di mucche all'alpeggio e del profilo di altre malghe ancora: uno spettacolo affascinante!

Imboccare, al rientro, il sentiero principale 826 fino a “Malga Larici di sotto”, torna così, ad essere “una passeggiata”, quasi un esercizio di stretching per gli affaticati muscoli delle gambe, da mettere ormai solo “sotto il tavolo” del plateatico della malga.

Beppa Rigoni Scit

Alcune foto tratte dall'itinerario da Malga Larici a Porta Renzola

Riproduzione riservata. Si declina ogni responsabilità nel caso di danni a persone e cose accaduti percorrendo questo itinerario.