L’Aeroporto è stato intitolato all’aviatore Romeo Sartori, in occasione dell’inaugurazione del 23 agosto 1936.
Romeo Arturo Sartori nacque il 16 maggio 1897 a Canove di Roana, nel 1916 divenne mitragliere d’aeroplano e nel 1917 pilota. Durante la Prima Guerra Mondiale fu chiamato a svolgere il servizio militare e destinato al battaglione aviatori di Torino. Ottenuto il brevetto di pilota partecipò con la sua squadriglia di biplani alla difesa dell’Alto Adriatico. Per le numerose missioni in zona di guerra e per l’aver abbattuto 3 aerei nemici gli fu meritatamente attribuita la medaglia d’argento.
Alla fine del conflitto rimase nell’Aeronautica per partecipare a numerose gare mettendo in risalto le proprie capacità di acrobata dell’aria. In ragione dei risultati conseguiti fu promosso sottotenente e come istruttore di volo ebbe tra i suoi allievi piloti del calibro di Francesco Agello e Tomaso Dal Molin.
Le doti di collaudatore di Sartori gli meritarono l’ingaggio presso la società di produzione aerea Macchi, dove svolse il delicato compito di mettere a punto gli apparecchi del reparto Alta Velocità, negli stabilimenti di Desenzano.
Durante gli otto anni di collaudi trascrisse sul libretto personale ben 50 mila ore di volo e gettò le basi della vittoria italiana alla Coppa Schneider, nei cieli di Norfolk. Una gara di grande prestigio istituita nel 1912 dal francese Jacques Schneider e riservata agli idrovolanti. Nel 1926 la competizione era arrivata alla nona edizione e parteciparvi era una faccenda molto impegnativa, infatti non vi si poteva gareggiare con aerei di serie destinati a finalità ben diverse di un record di velocità.
La consegna di costruire un potente mezzo passò dalla regia Aeronautica alla FIAT e alla Macchi. A ferragosto la costruzione del primo di tre esemplari era ultimata, il nuovo idrocora macchi M.39 era pronto per i collaudatori.
Romeo Sartori assieme ai compagni Ferrarin, Bacula, Centurione e De Bernardi, in soli due mesi, mise a punto un aereo di concezione estremamente avanzata per l’epoca, con un motore FIAT da 800 cavalli, terribilmente incline a incendiarsi.
Il 13 novembre si svolse la gara in Virginia, vinta da De Bernardi anche grazie ai collaudi dei colleghi piloti. Sartori prestò ancora per anni il suo lavoro sui prototipi, fino al 3 agosto 1933, quando, pilotando un idrovolante della SAM, per cause mai note, precipitò nel lago di Varese.