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Itinerari escursioni e passeggiate

Itinerario per il Forte Lisser di Enego

ESCURSIONI E PASSEGGIATE
Forte Lisser

Forte Lisser

L'itinerario con partenza dalla località Tombal di Enego ed arrivo al Forte Lisser

ITINERARIO: Monte Lisser e il Forte ononimo

Indicazioni tecniche


Grado di difficoltà: Medio
Dislivello positivo: 350m
Altitudine massima: 1633m slm
Altitudine minima: 1260m slm
Lunghezza: 7,5km
Tempo di percorrenza a piedi: 4 ore
Mezzi: a piedi o con MTB

INTRODUZIONE ALL’ITINERARIO PER IL FORTE E MONTE LISSER

Il Monte Lisser è una delle ultime montagne collocate nella parte orientale dell'Altopiano dei Sette Comuni, e, dominando la Valsugana orientale ed il Canale di Brenta, sulla sua sommità, all'inizio del secolo scorso, venne edificata una fortezza a protezione del vecchio confine di Stato. Rimanendo la struttura inoperativa durante la cosiddetta "guerra dei forti", si tratta dell'opera corazzata oggi meglio conservata in altopiano. La posizione aerea del luogo permette di godere di ampi e spettacolari panorami.

COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA

Il percorso per giungere alla cima del Monte Lisser parte da località Tombal, a circa 8 km da Enego in direzione Valmaron-Marcesina.

Se si proviene da Asiago si prosegue in direzione Enego e, poco dopo località Stoner, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Marcesina: giunti presso il Rifugio Tombal si prosegue lungo il sentiero CAI n. 865 che conduce alla sommità del Monte Lisser (1.633 m s.l.m.) e quindi al forte omonimo. Il tempo stimato da Asiago alla località rifugio Tombal è di ca. 35 minuti.

PERCORSO VERSO IL MONTE LISSER E IL FORTE

Partiti dal parcheggio del rifugio, dove è possibile lasciare l’auto, si segue la strada sterrata di servizio al forte, che si stacca sulla sinistra e che nel primo tratto è marcata anche col segnavia CAI n. 865. L’itinerario ben presto, ignorando la segnaletica CAI che indica di salire a destra, si addentra in leggero falsopiano per un paio di chilometri nel bosco d'alto fusto, attraverso un ombroso piceo-faggeto.

Superato il tratto boschivo, camminando sempre in leggera salita, si giunge in prossimità dei grandi pascoli che cingono il monte: sono qui rinvenibili in primavera diverse specie di orchidee che adornano il percorso che, dopo località Làmbara, permette di spaziare con lo sguardo i grandi panorami che si aprono verso sud, con vista sulla sottostante frazione di Stoner e sul Monte Grappa.

Nel proseguo, superata una chiudenda, desta ammirazione la presenza delle tipiche confinazioni a stoan-platten collocate più in basso che caratterizzano qui il paesaggio.

Continuando a salire di quota è facile scorgere alcune specie di rapaci (gheppio, poiana, falco pecchiaiolo, ecc.), che nelle calde giornate tardo primaverili ed estive pattugliano l'area in cerca di prede. È questa un'area dove è altresì facile avvistare caprioli o cervi che all'imbrunire escono dal fitto dei boschi.

Raggiunti i ruderi delle ex caserme che ospitavano la guarnigione del forte, merita una sosta al successivo tornante: da questo punto diventa infatti possibile scorgere tutta la catena montana settentrionale dei Sette Comuni, mentre verso ovest spicca l'evidente massiccio delle Melette.

Continuando la camminata si giunge quindi in vetta. Da quassù è possibile ammirare uno dei panorami più belli dell'intero Altopiano, con la vista che si apre anche verso Nord con la Piana di Marcesina e la catena montuosa Cima Dodici-Ortigara.

Qui una sosta è d’obbligo anche per visitare il Forte Lisser, recentemente restaurato e visitabile in determinate giornate. Denominato da Emilio Lusso il “Leone dell'Altopiano”, esso rappresenta per architettura una tra le più belle e meglio conservate fortezze delle montagne venete e trentine.

Data una nuova occhiata al grandioso panorama che si apre dalla sommità del monte, si inizia ora a scendere per il versante Est lungo il sentiero CAI n. 865, ripido nel primo tratto, attraverso i pascoli con lo sguardo che ora punta in direzione della conca feltrina e del massiccio del Monte Grappa.

Si potrà fin da subito scorgere il luogo dove è stata lasciata l'auto, che si raggiunge in circa mezz'ora.

CENNI STORICI SU FORTE LISSER

Il Forte Lisser fu costruito tra la fine del 1911 e il 1914. L'opera faceva parte dello sbarramento Brenta-Cismon ed aveva il compito di chiudere l'accesso alla Valsugana orientale in caso di attacco nemico. Tuttavia, data la distanza dal fronte, come i dirimpettai Forte Cima Lan e Forte Cima Campo, all'inizio del conflitto fu in parte disarmato.

Nel maggio 1916, durante la Frühjahrsoffensive, fu parzialmente riarmato con delle batterie posizionate all'esterno dell'opera. Il 2 giugno 1916 le batterie del forte (due cupole erano ancora armate), aprirono il fuoco contro le truppe imperiali, il 27º Reggimento fanteria ed il 2º Reggimento della Bosnia – Erzegovina, che attaccarono le Melette. I tiri troppo corti, come scrisse anche il testimone oculare Emilio Lussu nel suo libro di memorie “Un anno sull'Altipiano”, colpirono però le linee italiane.

Il Forte Lisser venne danneggiato pochi giorni dopo, l'8 giugno 1916, alle ore 12.20, quando venne centrato da alcuni colpi da 305 mm Škoda.  Con la fine dell'offensiva e il ritiro delle truppe austroungariche su posizioni più arretrate il forte si trovò di nuovo distante dal fronte.

Il 13 novembre del 1917 durante la seconda battaglia delle Melette, scatenatasi in seguito ai fatti relativi allo sfondamento dell'Isonzo (disfatta di Caporetto), la fortezza fu occupata dal III Battaglione dell'81º Reggimento fanteria austroungarico senza trovare alcuna resistenza in quanto gli italiani lo avevano abbandonato poche ore prima. Rimase in mano degli imperiali che lo utilizzarono come deposito munizioni e materiali fino alla fine della Prima Guerra Mondiale.

Nel dopoguerra il forte fu radiato dal demanio militare e venduto a privati, per essere infine acquistato negli anni '90 dal Comune di Enego che lo fece restaurare.

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FOTO GALLERY DELL'ITINERARIO MONTE LISSER E FORTE ONONIMO

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