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Comune di Enego - Altopiano di Asiago 7 Comuni

ENEGO - La finlandia italiana. Il territorio del comune offre grandi spazi per lo sci di fondo e tante manifestazioni culturali

Enego - Altopiano di AsiagoIl viaggiatore distratto, che col buio risale la Valsugana verso nord, poco prima del confine con la provincia di Trento, noterà a sinistra della gola che si trova ad attraversare, alcune luci disseminate su alti costoni rocciosi e nient’altro. Di giorno, riuscirà forse a cogliere con lo sguardo alcuni gruppi di edifici strenuamente e caparbiamente abbarbicati sulla montagna: potrà pensare che si tratti di poche case sparse, abbandonate al loro destino da un’urbanizzazione e da una globalizzazione sempre più travolgente.

Ma arrivare ad Enego, conoscerlo, o meglio, viverlo, è tutta un’altra cosa.

Superati i tornanti che da Primolano salgono fino ad una quota di circa 800 m. sul livello del mare, si aprirà al viaggiatore più attento una visione affascinante: un centro montano sospeso tra la terra e il cielo, circondato da maestosi boschi d’abete e da un paesaggio dove l’antropizzazione ha sapientemente mediato le necessità dell’uomo con quelle della Natura.

Enego è il più orientale dei paesi dell’Altopiano dei Sette Comuni e si estende dai margini della profonda Valsugana, a quota 200, sulle rive del Brenta, al massiccio dell’Ortigara a quota 2150.
L’origine del paese si perde nella notte dei tempi; in alcune località sono state ritrovate selci risalenti al neolitico mentre i primi insediamenti abitativi certi risalgono all’epoca romana come conferma il ritrovamento di alcune monete dell’imperatore romano Druso.
Lo studio semantico del dialetto ha comunque evidenziato derivazione slave e tedesche il che rende  incontrovertibile che i primi abitanti  siano stati dei Cimbri, rifugiatisi quassù intorno all’anno 100 a.C.

La Piana di Marcesina Innevata

Il paese è citato per la prima volta in un documento del 1301 come possesso dei vescovi di Vicenza. Intorno al 200 d.C. fu eretta la Bastia, un forte che doveva servire a contrastare le invasioni barbariche dal Nord. Nel 1180 fu data in feudo agli Ezzelini ai quali rimase  fino al 1260. In seguito passò sotto il dominio degli Scaligeri, fatto  testimoniato tuttora dalla Torre Scaligera di Piazza San Marco.

Dal 1311 entrò a far parte della federazione dei Sette Comuni, un patto d’alleanza che costituì nell’Altopiano un piccolo stato libero ed indipendente ed ebbe vita fino al 1807.
Nel 1404 la Reggenza dei Sette Comuni, per salvaguardare la propria autonomia entrò nella Repubblica Veneta e, con la caduta di questa, subì l’invasione francese fino al 1848 quando, al nemico d’oltralpe, si sostituì l’Impero austroungaraico.
Enego e tutto l’Altopiano entrarono a far parte dell’Italia solo nel 1866.

Tuttavia le testiomonianze storiche più importanti sono riconducibili al periodo della Grande Guerra che investì in pieno l’intero territorio e che causò il triste fenomeno del “profugato”. La zona del Monte Ortigara, principale obiettivo della spedizione punitiva austroungarica (strafexepedition)  fu teatro di battaglie che causarono migliaia di vittime. Dopo il 1918 il paese, quasi completamente distrutto dagli eventi bellici, fu ricostruito.

L’attuale Amministrazione  ha inteso recuperare  e valorizzare tali testimonianze ed ha già portato a conclusione importanti opere quali il restauro del Forte Lisser, ora finalmente visitabile.

La Piana di Marcesina in Fiore

E’ stato inoltre  inaugurato nel luglio 2010, in  Piazza San Marco, il Museo Monte Ortigara con una collezione di reperti della Grande Guerra.
I segni delle vicende storiche della Grande Guerra sono visibili anche nel Forte Coldarco e nella Batteria di Coldarco di sotto, complesso di circa 300 metri di galleria scavata nella roccia viva, ristrutturato negli ultimi anni e anch’esso visitabile.

Il centro del paese è Piazza del Popolo che conserva ancora oggi il suo aspetto ottocentesco, periodo nel quale fu completato il Duomo di Santa Giustina eretto nella forma attuale nel 1812 su un precedente fabbricato del XV° secolo. All’interno è conservata una preziosa pala di Jacopo da Bassano.
La maestosità del Duomo è data soprattutto da un imponente scalinata di oltre 100 gradini.  E’ancora ben conservato il campanile della vecchia chiesa, mentre, nel 1953, il Duomo è stato affiancato da un nuovo, altissimo campanile, la cui sommità, nelle giornate nuvolose, scompare nel cielo.

Poco distante sorge Piazza San Marco, ricavata nel 1875 dalla demolizione del castello del 1335 eretto dagli Scaligeri e recentemente ristrutturata. Essa rappresenta il cuore del paese ed il centro ideale per ogni manifestazione: concerti all’aperto, mercatini, manifestazioni varie.
Del fortilizio scaligero rimane oggi solo la Torre Scaligera, un torrione di pietra ben conservato sulla cui sommità un terrazzo consente di godere di un panorama che spazia dalla Valle del Brenta, al Monte Grappa, alle Dolomiti.

Un ambizioso progetto di recupero del fortilizio è già stato avviato dall’attuale Amministrazione: prioritariamente si intende mettere in sicurezza la Torre esistente restaurando le parti strutturali danneggiate dal tempo. Il vero obiettivo però è quello di far “rinascere” l’intero complesso, restituendo le antiche mura che circondavano le 4 torri originarie e creando un percorso che ne consenta la visita integrale

La Piana di Marcesina d'Estate

Inaugurato nel 2009 il nuovissimo Palazzo della Cultura e del Turismo che sorge a lato del Duomo rappresenta un importante centro polivalente per le più svariate attività: cinema, teatro, congressi, riunioni. La costruzione, dal di fuori, ricalca i particolari costruttivi dell’architettura di montagna. Al suo interno offre 250 posti a sedere ed è dotata di moderni impianti tecnologici per quanto riguarda le attrezzature sceniche.

Poco fuori dal centro una gradevole passeggiata porta alla Chiesetta di Frizzon, oratorio datato 1837 e riconvertito in ossario dei caduti in guerra di Russia.
Altri percorsi conducono a Coste, Valdicina, Valgoda, Coldarco dove è ancora possibile toccare con mano una maniera di vivere genuina e profondamente rispettosa dell’ambiente.

E’ stata recentemente recuperata la sentieristica  consentendo agli escursionisti di raggiungere Enego partendo dalla località Piovega.
Per gli amanti della bicicletta va ricordato il percorso cicloturistico Monaco-Venezia, che lambisce Enego nella parte a valle. Durante l’estate è attivo un servizio di bici bus che consente ai cicloamatori che usufruiscono della ciclopista di raggiungere Enego e Marcesina alla scoperta di nuovi itinerari possibili.

Il fiore all’occhiello dell’intero territorio è senz’altro rappresentato dalla splendida Piana di Marcesina, situata a 1.300 metri d’altezza. Si tratta di un vasto pianoro con ampi pascoli e maestosi boschi, meta di escursionisti sia d’estate che d’inverno. Chi dal Brenta sale sulle vette sopra Marcesina, può, in poco tempo, osservare tutto quanto di bello offre la flora prealpina. Dai tigli e  dai frassini che vegetano sui primi pendii della valle si passa all’erba medica e al fieno santo, che nascono spontanei nei vasti terrazzamenti.

Via Madonnina a Enego di Notte

Nelle radure del bosco i rovi si allacciano con i lamponi, felci lussureggianti formano folte macchie e i ginepri si intecciano in cespugli. Più in alto fioriscono i rododendri, il mugo con le sue lunghe braccia ed infine, più in alto di tutti, regna la stella alpina. Da metà estate invece l’appassionato può ricercare nei boschi di Marcesina l’ambitissimo porcino ma anche altre specie di funghi meno note ma ugualmente gustose.

Marcesina è un nome noto anche fra gli appassionati di sci. In località Valmaron si sviluppa un comprensorio sciistico che comprende piste per lo sci alpino e per lo sci nordico e che offre la possibilità di effettuare altri piacevoli passatempi sulla neve come lo sleddog. Ad Enego 2000 alcuni impianti di risalita accontentano principianti ed esperti.

Tuttavia le discese regalano anche sensazioni che solo pochi luoghi sanno donare; qui sembra di essere proiettati in un’atmosfera d’altri tempi, uno sci lontano dal mondo caotico e frenetico dei comprensori più “modaioli” e rinomati d’Italia. Qui si viene a sciare per rilassarsi e per divertirsi tra amici anche se poi lo sguardo rimane estasiato nell’ammirare i panorami godibili dalla cima del Monte Lisser.

La Finlandia d’Italia” è l’appellativo meritato dall’incantevole Piana di Marcesina nei mesi invernali. A partire dal Centro Fondo Enego di Valmaron si snodano ben 200 Km. di piste, sempre perfettamente innevate e ben battute, che attraversano luoghi emoziananti e paesaggi mozzafiato. Il fondista, in un simile contesto, non si limiterà a far scivolare gli sci verso una meta prefissata ma, nel farlo, potrà tovarsi immerso in uno scenario naturale d’inaudita bellezza, aspettandosi da un momento all’altro di veder spuntare dal folto di un boschetto il classico berretto a punta di uno gnomo, tant’è magico e fiabesco il paesaggio!